Dia de Muertos: l’ opinione di Denis, un italiano in Messico.

Foto di Denis T. un italiano in Messico
Foto di Denis T. un italiano in Messico


Denis T. un italiano che ammiro per la sua forma di descrivere il Messico nel suo blog messicando.wordpress.com e che ringrazio per tutto il supporto morale, ortografico e grammaticale per questo blog. Originario della provincia di Vicenza. Dal 2012 vive e lavora in Messico come professore di italiano.

 

Ciao Denis

Sono una fan del tuo blog “estoy messicando“. Ti faccio i complimenti per la forma nella quale descrivi e ami il mio paese natale: Messico!

Sono rimasta molto colpita dei tuoi 2 post a riguardo del Dia de Muertos. Descrivi molto accuratamente la nostra festa e usanze con uno stile molto molto simpatico e  divertente. Ad esempio, nel tuo primo post:  Dia de Muertos, definisci il Dia de Muertos come “una festa luminosa come Natale, però coi morti” … Bellissimo!

Oggi però vorrei conoscere il primo impatto che hai avuto con questa festa, da italiano!

Come tu stesso dici nei tuoi articoli, in Europa, pensare a passare una giornata in cimitero, mangiando e cantando sicuramente sarebbe “uno scandalo spaventoso” e infatti, quando io racconto, come i messicani viviamo il Giorno dei Morti in Messico, mi capita di vedere le facce spaventate e sorprese…

Potresti raccontarci qual è stato il tuo primo approccio al Dia de Muertos?

Ciao, con piacere! Grazie per l’opportunità che mi stai dando! Sapevo che la festa dei morti sarebbe stata un’esperienza unica, anche grazie alla fama che ha in tutto il mondo. Quando finalmente arrivò il finale di ottobre, tutto si colorò di colori sgargianti, di profumi fantastici e di luci calde. Bellissimo.

Qual è stato il tuo primo pensiero a riguardo di questa festa? Hai avuto sensazione di paura?

No, perché la morte…”sorride”. La morte viene mostrata come parte integrante della vita, una fase necessaria e che si può in qualche modo accettare. Gli scheletri ridono, ballano, mangiano, si ubriacano. Insomma, il messaggio è chiaro: non averne paura. Prima o poi tocca a tutti.

Cosa hai pensato la prima volta che hai visto un teschio di zucchero?

Volevo assaggiarlo 😀 non capivo che gusto potesse avere quel tipo di zucchero che si usa per creare i teschietti. Poi ho visto altre versioni commestibili, di cioccolato, di gelatina…tutti decorati e a volte con uno spazio argentato sulla fronte in cui puoi scrivere il nome dellla persona a cui dedichi o regali il teschio. Il gusto non mi ha deluso, son buonissimi, soprattutto i teschi grandi quanto una mano!

Ti è capitato di andare in cimitero nei giorni di questa festività?

Ancora non mi è capitato, ma durante una visita a Guanajuato,. nel mese di aprile 2013, ho potuto vedere una famiglia fare picnic sopra una tomba. All’inizio mi ha un po’ sconvolto, poi ho pensato: “Mona (imbecille), sei in Messico, davvero ti sorprende questa scena?” Ecco quindi come un gesto che può sembrare di disagio sociale, diventa qui un comportamento di affetto verso i parenti defunti.

Hai avuto opportunità di preparare un “altar de muertos”? In onore a chi?

Sì, anche se ammetto che mia moglie fa quasi tutto! Lei ha decisamente una mano artistica e ha uno stile, io sono capace di produrre qualcosa di decente solo quando scrivo. Ogni anno allestiamo un altare per mio suocero. Non ho potuto conoscerlo perché è morto molti anni prima che io conoscessi mia moglie. Costruire un altare in casa nostra e quindi offrirgli la possibilità di venire a farci visita, mi dà la sensazione, in qualche modo, di entrare in contatto con questo parente che non ho mai visto.

Che cos’è che ti piace di più di questa festa?

Le decorazioni e il cromatismo. Tutto quello che è grigio e sporco diventa coloratissimo e in qualche modo più “vivo”. I pueblos e le scuole messicane danno il meglio di sé. I profumi di pan de muerto, ponche, gli onnipresenti cempasuchil… il totale crea l’atmosfera di Dia de Muertos. Potrei fare l’elenco di ogni ingrediente, ma la somma è indescrivibile.

 

Prima di salutarti, aggiungo i link ai tuoi post di Dia de Muertos, anche per chi volesse conoscere di più il nostro Messico:

Grazie Denis per il tuo tempo dedicato a questo articolo, grazie per il tuo blog perché leggendo i tuoi post, ci fai tornare in Messico anche se solo col pensiero, e automaticamente ci stampi un grandissimo sorriso in faccia, che dura fino all’arrivo del tuo prossimo post.

L’ultimissima domanda: Se ti chiedessi di spiegare il “Dia de Muertos” a un italiano che non ha mai avuto contatto con il Messico e con questa festività, cosa le diresti?

Vecchio mio, apri gli occhi e il cuore, lascia da parte i preconcetti e preparati a vedere una delle manifestazioni più incredibili di amore che tu possa immaginare. Ogni popolo affronta la morte e celebra i propri defunti, ma credo che solo in Messico si possa farlo con un mezzo sorriso anche dopo aver sofferto un lutto recente. In questa terra, i morti possono farti visita e non ne devi essere spaventato. Un arcobaleno di sfumatore, un profumo e un gusto dolce ti faranno compagnia in questa esperienza. Stai per vivere il vero cuore di questo paese, perciò reggiti forte, smettila di giudicare e semplicemente renditi conto che i tabù sono solo dei blocchi culturali. Anche alla morte si può sorridere, quando ti sfiora la mano.

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Foto di Denis T. un italiano in Messico in un Dia de Muertos

Crediti:
Foto e risposte: Denis T.  – messicano.wordpress.com